Premio Michele Campione. A Sergio Scagliola il premio giornalistico per il miglior scatto

Sono stati consegnati domenica 1 marzo 2026, i premi giornalistici del Concorso Campione, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia.
A Sergio Scagliola, con lo scatto pubblicato su Capurso on Line lo scorso 21 luglio 2025 (leggi articolo) il premio migliore fotografia del 2025.
Nell’intervista curata da Nani Campione, le parole di Sergio Scagliola.
“Questo premio non è soltanto una gratificazione professionale, ma rappresenta una responsabilità: continuare a raccontare lo sport con autenticità”.
Sergio Scagliola, dopo aver vinto il premio giornalistico dedicato a Michele Campione, racconta gli ingredienti del suo lavoro.
Lo scatto scelto dalla giuria ritrae una pallina da tennis nel momento in cui colpisce le corde della racchetta, anticipando il momento successivo di un punto cruciale.
Non l’esultanza sul campo da gioco, ma l’istante di concentrazione che precede la consapevolezza dello scatto.
“Il tennis è uno sport individuale, quasi solitario. Ho cercato di fermare la tensione silenziosa, il dialogo interiore che ogni giocatore vive nei momenti decisivi. Ci sono immagini destinate a trasformarsi in racconti. Questa, ad esempio, racchiude il percorso di sacrifici, impegno e determinazione tipici di ogni tennista. Lo sport è parte della nostra identità culturale e sociale. E la fotografia contribuisce a custodirne il significato”.
Insomma, dietro quello scatto c’è il cuore di una disciplina sportiva? “Bisogna saper andare oltre il risultato, catturare quel momento che sfugge a tutti. Se non sai ascoltare, difficilmente capirai quando l’emozione sta per arrivare e anticiperai il momento prima che accada. Bisogna ricordarsi come le partite finiscono, i risultati cambiano. Certe immagini, invece, restano per sempre. Raccontano quello che a volte le parole non riescono a dire”.
Cosa rappresenta questo premio? “Non è un momento di arrivo, il traguardo di un percorso. E’ uno stimolo a continuare a cercare il momento vero, l’istante giusto, perché lo sport non è fatto solo di successi, ma soprattutto di emozioni. Nello sport, come nella vita, a volte basta un attimo per raccontare tutto. E forse è proprio per questo che Michele Campione avrebbe apprezzato
questo scatto”.
Come è nata la sua passione per la fotografia, diventata poi un lavoro? “Devo ringraziare i miei fratelli, Gianni, Antonio e tutta la mia famiglia. Il primo mi regalò una macchina russa
biottica e mi spinse a fotografare. Poi, acquistai un libro sulla tecnica e, una volta partito per il servizio militare, diventai il fotografo ufficiale della caserma. Il secondo mi diede la possibilità di lavorare in un’industria fotografica, la famiglia Fiorito e la mia esperienza è cresciuta esponenzialmente. Allo sport ci sono arrivato grazie alla mia creatività e al mio grandissimo amico fraterno Rocco De Benedictis. In passato ho giocato con successo anche a calcio e questo mi ha senza dubbio favorito nella creazione di uno stile personale”.
GALLERIA FOTOGRAFICA








