Modello 730/2021 sospeso per errori sui dati, dall’Agenzia delle Entrate nessuna assistenza

Modello 730/2021 sospeso per errori sui dati, dall’Agenzia delle Entrate nessuna assistenza
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Modello 730/2021 precompilato sospeso e inaccessibile per errori sui dati comunicati da soggetti terzi: ma dall’Agenzia delle Entrate l’assistenza non è adeguata e non arrivano informazioni sui tempi di risoluzione del problema.
A segnalarlo sono i contribuenti che non possono inviare la dichiarazione dei redditi precompilata con il rischio di un rimborso in ritardo.

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Per alcuni contribuenti il modello 730/2021 risulta inaccessibile: è sospeso per errori sui dati comunicati dai soggetti terzi.
Ma l’Agenzia delle Entrate non fornisce l’assistenza sperata: non arrivano particolari istruzioni da seguire né indicazioni sui tempi di risoluzione del problema.
Lo scorso anno hanno inviato la dichiarazione dei redditi online in autonomia 3,9 milioni di persone, ma non sempre per procedere basta un clic.
E se il rapporto col Fisco si blocca, a farne le spese sono i contribuenti.

Dal 19 maggio è stata attivata la funzione di invio del modello 730/2021 precompilato, già visibile dal 10 maggio.
Seguendo la tabella di marcia prevista, nelle scorse settimane ha scaricato le informazioni elaborate dall’Agenzia delle Entrate per verificarne completezza e adeguatezza.
Nel frattempo, però, il modello 730/2021 è diventato inaccessibile. Come si legge nel messaggio di errore, è in elaborazione per rettifiche su spese e rimborsi sanitari effettuate da un operatore del settore e resta sospeso.
Per quanto tempo? Come bisogna agire per risolvere il problema? A chi rivolgersi? Sono tutte domande che restano senza risposta, stando al racconto del contribuente che ha provato a rivolgersi direttamente all’Agenzia delle Entrate senza ricevere nessuna indicazione particolare, ma solo la conferma che il problema esiste. E per diversi contribuenti.
Non è la prima volta che il modello 730 viene sospeso per errori sui dati comunicati da soggetti terzi. È già accaduto, ad esempio, nel 2019.
Al momento dell’accesso gli utenti avevano ricevuto un messaggio di questo tipo:
“La tua dichiarazione precompilata è in corso di rielaborazione. Stiamo aggiornando le informazioni a causa di rettifiche dei dati trasmessi da soggetti terzi o per incongruenze riscontrate nei dati elaborati. La dichiarazione precompilata aggiornata sarà disponibile tra pochi giorni”.

Oltre agli operatori sanitari, anche Università, pompe funebri, asili nido solo per fare qualche esempio fanno parte della schiera di soggetti terzi che entro precise scadenze devono trasmettere i dati che riguardano i contribuenti all’Agenzia delle Entrate per permette l’elaborazione della precompilata.
Se si verificano degli errori, però, l’Amministrazione invita i soggetti interessati a rivedere le informazioni. E in attesa di ricevere correzioni e aggiornamenti la precompilata viene sospesa fino alla nuova elaborazione.
In altre parole, si tratta solo di aspettare: stando alle istruzioni fornite negli anni scorsi, il contribuente non deve seguire particolari procedure.

Certamente restano due temi:

  • dall’Agenzia delle Entrate ci si aspetterebbe un’assistenza diversa da quella descritta dal lettore, basterebbe almeno tranquillizzare i contribuenti che riscontrano il problema;
  • quanto tempo c’è da attendere per la soluzione del problema?

La gestione del rapporto tra Fisco e contribuente non è un dettaglio di poco conto.
Se non è reso fluido ed efficace, rischia di compromettere la compliance per i cittadini e la sfiducia nei confronti dell’operato dell’Amministrazione finanziaria.
Alle operazioni di rettifica e di rielaborazione dei dati, casi che possono far parte del processo di predisposizione delle dichiarazioni precompilate, si aggiunge la difficoltà del cittadino di raggiungere l’Agenzia delle Entrate.
Al momento, quindi, c’è ancora tanto lavoro da fare.
I ritardi per le operazioni di rielaborazione dovute alla rettifica dei dati relativi ad oneri e rimborsi potrebbero generare, poi, ritardi anche nell’erogazione di eventuali rimborsi, e qui veniamo alla questione dei tempi.
Per vedersi accreditate le somme, nel caso di invio della dichiarazione tramite CAF o intermediario abilitato, si dovrà tenere conto dei termini previsti per comunicare all’Agenzia delle Entrate il risultato della dichiarazione.
La tabella di marcia indicata è la seguente:

  • se la dichiarazione è presentata entro il 31 maggio, i risultati finali dovranno essere comunicati entro il 15 giugno;
  • se la dichiarazione è presentata dal 1° al 20 giugno, i risultati finali dovranno essere comunicati entro il 29 giugno;
  • se la dichiarazione è presentata dal 21 giugno al 13 luglio, i risultati finali dovranno essere comunicati entro il 23 luglio;
  • se la dichiarazione è presentata dal 16 luglio al 31 agosto, i risultati finali dovranno essere comunicati entro il 15 settembre;
  • se la dichiarazione è presentata dal 1° luglio al 30 settembre, i risultati finali dovranno essere comunicati entro il 30 settembre.

Conterà, poi, il primo accredito utile:

  • nel caso di lavoratori dipendenti, la busta paga del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro ha ricevuto il prospetto di liquidazione;
  • nel caso di pensionati, l’accredito verrà effettuato a partire dal secondo mese successivo a quello di ricezione del prospetto di liquidazione.

Gli stessi tempi valgono per il modello 730 precompilato.
Se il sistema delle dichiarazioni dei redditi precompilate che pure offre tanti vantaggi però si blocca, c’è il rischio reale di un ritardo sui rimborsi.
Visto che i flussi di dati necessari per la messa a disposizione del modello 730 precompilato coinvolgono anche diverse altre fonti, il ritardo può essere a cascata.
Certamente non c’è da augurarselo. E rimane l’auspicio che questa e altre situazioni simili vengano risolte, o quanto meno prese in considerazione, il prima possibile per evitare il deterioramento del rapporto tra cittadino e Amministrazione finanziaria.

capursoonline

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